MUST SEE: MANIAC, la nuova Sci-fi comedy firmata Netflix

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L’autunno è alle porte. E questo vuol dire che la stagione dei pop-corn e le serie tv sul divano fino a tarda notte sta per iniziare. Potremmo ribattezzare questo periodo “la stagione Netflix.”

Dopo il successo di Stranger Things, infatti, a detta del TIME Maniac “is the most exciting Drama.” Si tratta di una Sci-fi comedy paradossale, che intreccia tematiche di psicologia, metafisica e science fiction. In breve, narra la storia di Annie Landsberg (Emma Stone) e Owen Milgrim (Jonah Mill) che si ritrovano a testare delle pillole, progettate dalla misteriosa Nebedine Pharmaceutical and Biotech. Le pillole avrebbero la capacità di eliminare dolori derivanti da traumi psicologici. Entrambi i personaggi, infatti, hanno vissuto delle esperienze che li hanno resi “maniac”- maniaci, ovvero soggetti con comportamenti discutibili derivanti da traumi passati: Annie non riesce a superare la morte della sorella, e per questo diventa dipendente da una delle pillole della compagnia farmaceutica che permette di rivivere il giorno del trauma in una sorta di trance; d’altro canto, Owen viene diagnosticato come soggetto schizofrenico, a causa degli ambigui rapporto con la famiglia. Owen vive una sorta di realtà parallela in cui è convinto di dover salvare il mondo da qualche misteriosa e imminente catastrofe, e aspetta un segno del destino per capire quale sia. Per questi motivi, i due protagonisti si ritrovano alla Nebedine Pharmaceutical and Biotech per testare ufficialmente le proprietà delle tre pillole brevettate dalla compagnia: la pillola A, che permette di rivivere il proprio trauma, la pillola B che permette di creare una realtà parallela per superarlo, e la pillola C, che permette di confrontare il trauma in ultima istanza, così da eliminarlo definitivamente – e qualcuno potrebbe anche considerare questi tre step  come una sorta di rivisitazione delle fasi dell’elaborazione del lutto di Freud.

Ad ogni modo, la serie nel suo prosieguo prende dei connotati sempre più bizzarri, divertenti e destabilizzanti, portando lo spettatore all’interno di  realtà parallele vissute dai protagonisti. Tema fondamentale è senza dubbio l’alienazione. Il setting della vicenda non poteva dunque che essere assegnato a New York, simbolo, da sempre, dell’alienazione e alterità della popolazione, con il suo inarrivabile skyline, che fa sentire chi lo osserva un pesce fuor d’acqua, e con la frenesia che porta la gente a non fermarsi e andare avanti senza curarsi troppo di ciò che sta attorno. Ma c’è di più: i comportamenti bizzarri dei protagonisti sono correlati da personaggi altrettanti strani, come robot che camminano per strada, o un koala meccanico che gioca a scacchi. Un dettaglio interessante è presente in una delle scene iniziali: Annie è in giro per New York, quando si ferma davanti ad una bancarella di roba usata e prende un libro, portandolo nel suo appartamento; in una delle scene successive si legge il titolo dell’opera : si tratta del Don Chisciotte. Probabilmente tutti lo sanno, ma in questo contesto è utile ribadire che il Don Chisciotte narra la storia di un cavaliere che combatte contro i mulini a vento credendo fossero nemici: una chiara storia di alienazione mentale. Il libro dunque diventa simbolo di ciò che i protagonisti stanno vivendo: una lotta mentale contro i propri demoni, in una versione tragicomica, come può essere quella di associarli a dei mulini a vento.

Il contesto della serie dunque risulta ben articolato dal regista, Cary Joji Fukunaga, che sarà inoltre il nuovo James Bond’s director (fonte BBC). Ovviamente tematica fondamentale è anche lo sviluppo estremo della scienza, capace di superare la mente umana e cancellare addirittura il dolore: tutto l’esperimento infatti è gestito da un computer talmente avanzato che possiede addirittura una sorta di anima e delle emozioni: il testing prende infatti una piega negativa e pericolosa per i personaggi quando il computer vive a sua volta il trauma della morte di un medico di cui era innamorata (il computer è dotato di una personalità femminile), e non riuscendo a superare tale dolore diventa anch’essa una maniac. La vicenda si complica poi, quando si scopre che la mente del computer è stata costruita ad immagine e somiglianza della madre dell’ideatore del progetto, il dr. James K. Mantleray, che a sua volta risulta traumatizzato dalla relazione morbosa intercorsa durante la crescita con la donna. In tutto ciò, dunque, si potrebbe leggere una critica alla società e all’eccessiva fiducia nella tecnologia che sta pian piano fagocitando le relazioni umane.

Una brillante interpretazione di Emma Stone e di Jonah Mill, le cui storie si legano nelle dieci puntante della prima serie in un meraviglioso intreccio, che è forse la parte più bella per la visione dello spettatore. Per conoscerlo ovviamente, però, bisogna vederlo con i propri occhi.

Clicca in basso per vedere il trailer di Maniac!

 

 

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