Libri da leggere durante il freddo siberiano: Zero K, Don Delillo

Cronache di un italiano, la prima settimana di marzo 2018. Le vite di ciascuno scorrono autonomamente, distanti e isolate come in tutte le metropoli moderne. Eppure qualcosa le accomuna: la convivenza durante quest’ondata improvvisa di freddo siberiano. Forse finirà lunedì, dicono. I più gelidi dentro non se ne accorgono. E continuavo a vivere come se nulla fosse. I meteoropatici hanno un’aria più malinconica, i simpaticoni rimontano l’albero di Natale, dicono.

Cosa fanno i cuori solitari che rimangono in casa, a guardare la neve dalla finestra? Forse leggono un libro.

Il freddo siberiano è un ottimo contesto per leggere ad esempio ZERO K, di Don Delillo, autore americano di origini italiane, famiglia del Molise, pensate. Il freddo nell’anima (e nel corpo) e il tema principale del libro, Zero K infatti fa riferimento alla temperatura in cui i corpi si “congelano.” Zero K tratta della storia di Jeff e Ross, e poi di Artis e Emma. Ross è il padre di Jeff, e Artis è la sua seconda moglie, gravemente malata. Artis ha deciso di intraprendere una procedura di congelamento del proprio corpo volto poi al risveglio “in una nuova forma e vita.” Si tratta di un’impresa sperimentale in un luogo che viene chiamata the Convergence, al confine con il Kazakistan, dove questa fatiscente struttura si trova. Un modo per combattere la morte, per cercare di creare l’eternità dell’essere.

Il freddo siberiano, che arriva anche in Kazakistan, e i luoghi desolati della cittadina in cui the Convergence si trova si intrecciano poi con lo skyline newyorkese, che diventa il contesto della seconda parte del libro. Cos’è che accomuna i due contesti? La perdita dell’identità, la solitudine e l’anonimato delle vite che passano e si intrecciano senza scambiarsi poi così tante informazioni, o sensazioni. Da una parte New York e il suo vociare indistinto, il suo cambiare continuo, la sua velocità, che sono le caratteristiche della vita di Jeff, e dall’altra una donna che sta per congelare la propria anima non sapendo chi sarà al suo risveglio.

Chi siamo, cosa diventiamo quando il freddo siberiano ci congela l’anima, quando ci nevica dentro e neanche ce ne accorgiamo? E può succedere anche in un giorno di sole, in piena estate, mentre passeggiamo per strada, e incrociamo lo sguardo di uno sconosciuto che ci cammina accanto, e non sappiamo chi è, ma ha la neve dentro.

 

 

 

 

 

A chi lo consiglio: incurabili malinconici, pensierosi. Appassionati di sci-fi. Ai flâneur nell’animo. A chi ama passeggiare in solitudine.

A chi non lo consiglio: Ai pragmatici. Ai cinici. A chi legge solo citazioni sul web per farsi figo.

4 pensieri su “Libri da leggere durante il freddo siberiano: Zero K, Don Delillo

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